Velathri. Storia e archeologia della città di Volterra

La storia di Volterra, l’antica Velathri, è quella di un centro urbano dalla continuità di vita millenaria, la cui evoluzione è stata profondamente segnata dalla posizione geografica dominante e dal controllo delle ricche risorse minerarie della Val di Cecina

III millennio - IX sec. a.C.
Le origini

L’acropoli (Piano di Castello), per la sua posizione dominante e per la sua lunga occupazione, può essere considerato il centro propulsore dell’insediamento (FIG 1). Il materiale ceramico rinvenuto, databile a partire dall’Eneolitico finale (fine del III millennio a.C.), indica che il sito era frequentato già in questo periodo.
Nell’età del Bronzo, il sito fu occupato ininterrottamente da comunità di pastori e metallurghi e nell’età del Bronzo Finale, tra il XII e il X sec. a.C., l’abitato arroccato iniziò a espandersi verso il pianoro sottostante, trasformandosi in un aggregato protourbano (FIG 2-3).

IX - VI sec. a.C.
Dalla formazione della città all’età arcaica

Con l’inizio dell’età del Ferro in tutta l’Etruria si assiste ad un generalizzato fenomeno di aggregazione dei villaggi sparsi nel territorio verso sedi di più ampia estensione, dando così inizio alla formazione delle città di epoca storica. Le diverse tappe storiche possono essere così sintetizzate:

Periodo Villanoviano: la presenza della necropoli delle Ripaie con tombe del IX sec. a.C., testimonia l’inizio del processo di formazione della città. Nella fase avanzata dell’età Villanoviano (VIII sec. a.C.), l’occupazione del pianoro divenne capillare, come indicano le ricche tombe “principesche” (es. Tomba del Guerriero) che circondavano l’abitato (FIG 4-5).

In piena età Orientalizzante, nel secondo quarto del VII sec. a.C. (675-650 a.C.), sull’acropoli fu costruito il primo temenos (muro di recinzione sacra) in pietra, la più antica testimonianza monumentale sacra dell’Etruria settentrionale (FIG 6).

In età Arcaica, verso la metà del VI sec. a.C. (550 a.C.), la costruzione della prima cerchia muraria sancì la piena maturità urbana. In questo periodo, il santuario fu monumentalizzato con un sacello decorato con elementi realizzati da maestranze campane (FIG 7)in pietra, la più antica testimonianza monumentale sacra dell’Etruria settentrionale (FIG 6).

IV - I sec. a.C.
L'apogeo ellenistico

Urbanistica: Tra la fine del IV e il III sec. a.C. fu edificata la grande cinta muraria, lunga complessivamente 7,2 km, che racchiudeva un’area di 116 ettari.

Economia e Arte: La città batteva moneta propria (Velathri) e si distingueva per la produzione di raffinati vasi a vernice nera e le celebri urne cinerarie in alabastro e tufo.

Religione: L’acropoli ospitava due grandi templi (A e B) e un quartiere dedicato al culto di Demetra.

La romanizzazione e l’età imperiale

Dopo un periodo di alleanza (foedus) con Roma, Volterra subì un devastante assedio da parte di Silla (82-80 a.C.) come ritorsione per l’appoggio dato alla fazione legata a Mario. Le sanzioni furono durissime: perdita della cittadinanza e confisca dei terreni.

Rinascita Augustea
 Grazie alla nobile famiglia dei Caecinae, ormai integrata nell’élite romana, la città fu dotata di un monumentale teatro romano a Vallebuona (fine I sec. a.C.).
Abbandono
Il santuario dell’acropoli e il teatro furono progressivamente abbandonati a partire dalla metà del III sec. d.C.

Dal medioevo alla riscoperta moderna

Distruzione del 1472
Nel XIII secolo, l’acropoli ospitava un fitto quartiere con il palazzo vescovile, ma l’intera area fu rasa al suolo dalle truppe fiorentine di Federico da Montefeltro nel 1472 29-31. Sulle rovine sorse la Fortezza Medicea, attualmente adibito a carcere.
Ricerca Archeologica
Dopo il collezionismo erudito del ‘700 (Mons. Guarnacci), le indagini sistematiche ripresero nel XX secolo con Doro Levi (1926), Mauro Cristofani (1969-71) e, dal 1987, con le campagne dell’Università di Pisa dirette da Marisa Bonamici.

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