Il Tempio Tardo-Arcaico dell’Acropoli di Volterra

Il Tempio Tardo-Arcaico (circa 480-470 a.C.) rappresenta una fase di fondamentale importanza monumentale per il santuario dell’acropoli di Volterra, segnando il momento di piena maturità urbana del centro.

Cronologia e inquadramento storico

L’edificio sorse nel settore nord-occidentale dell’area sacra, sostituendo funzionalmente un precedente sacello della metà del VI sec. a.C. decorato con terrecotte di stile campano. La sua costruzione si inserisce in un periodo di grande fioritura per Volterra, coincidente con il completamento della prima cerchia muraria. Il tempio rimase in uso per circa un secolo e mezzo, subendo interventi di manutenzione documentati dalla ridipintura di alcune terrecotte, fino alla sua disattivazione agli inizi del III sec. a.C.

Caratteristiche architettoniche

Sebbene gran parte della struttura sia andata perduta a causa di uno smottamento della pendice settentrionale, le indagini archeologiche hanno permesso di ricostruirne l’aspetto:

Tipologia: Era un grande edificio di canone tuscanico.

Resti murari: Sono stati individuati tratti del muro perimetrale realizzati in opera poligonale, con blocchi pseudo-parallelepipedi alternati a lastre.

Orientamento: Seguiva l’orientamento NE-SW dettato dal primo temenos del VII sec. a.C., una disposizione che condizionerà anche il successivo Tempio B.

Apparato decorativo

Il tempio è celebre per il prestigio dei suoi rivestimenti fittili, che testimoniano l’ingaggio di coroplasti itineranti provenienti da Caere (Cerveteri) operanti in stretto legame con l’atelier attivo contemporaneamente ad Arezzo.
Tra gli elementi più significativi si segnalano:
Sima con cavaliere: Un elemento frontonale con una figura di cavaliere a rilievo.
Antefisse a figura intera: Esemplari unici nell’Etruria settentrionale (fatta eccezione per Arezzo), tra cui spiccano busti femminili che mostrano stringenti affinità stilistiche con i modelli dell’Etruria meridionale.
Tegole di gronda: Decorate con un ricercato motivo a anthemion (palmette e fiori di loto) dipinto, che trova confronti a Veio e persino nell’acropoli di Atene.

Culto e divinità

Il tempio era dedicato alla coppia delle divinità fondatrici del santuario e della città, identificate nelle iscrizioni come papa (figura assimilabile a Dis Pater, dio della fecondità della terra) e xia (la sua sposa, equivalente a Uni/Hera). La devozione verso questa coppia è confermata dal ritrovamento di vasellame di uso rituale (coppette e piattelli) marchiato con i segni χ e z (forse per zan, genitore).

Fine del tempio e successione

La fine del tempio, avvenuta tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C., è documentata da una potente colmata di macerie contenente i resti della copertura fittile. Alcuni studiosi ipotizzano che la distruzione possa essere legata a un incendio o a un evento bellico, come l’incursione romana del 298 a.C. citata da Livio. Sulle sue rovine, alla fine del III sec. a.C., verrà eretto il Tempio B, che ne ricalcherà ritualmente la pianta e l’orientamento per conservatorismo ideologico.

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