Il Santuario di Demetra a Volterra
Il tempio di Demetra, situato lungo il margine occidentale del Piano di Castello a Volterra, rappresenta l’ultimo edificio eretto nell’area sacra prima del definitivo abbandono del santuario. Costruito nella seconda metà del II secolo a.C., l’edificio chiude scenograficamente la sequenza dei recinti cultuali del quartiere sud-occidentale.

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Planimetria: Si tratta di un piccolo edificio a pianta rettangolare allungata.
Accessi: Presentava una complessa articolazione degli ingressi: una scalinata frontale di tre gradini (originariamente rivestiti di intonaco bianco a finto marmo), una porta sul lato meridionale e una porta posteriore dotata di un pròtiro, un piccolo portico sorretto da due colonne.
Decorazione architettonica: Il tetto era ornato da antefisse a testa maschile con berretto frigio alato, un tipo che trova confronti nei modelli alto-ellenistici di Chiusi e Orvieto.
L’elemento di eccezionale pregio del tempio era il vano destinato a custodire la statua della divinità. Le pareti erano decorate con un affresco in 1° Stile, opera di maestranze di probabile provenienza greca insulare. Questo paramento simulava rivestimenti marmorei con moduli ellenistici, testimoniando l’apertura culturale di Volterra verso i modelli mediterranei mediati dall’orbita romana.
Il tempietto era il fulcro delle attività dedicate a una divinità madre identificata con Démetra.
Processioni: Dalla porta posteriore si dipartiva uno stradello basolato che conduceva ai recinti scoperti. Durante le feste di ottobre (simili alle Thesmofòrie greche), i fedeli percorrevano questa via in processioni notturne, rischiarando il cammino con fiaccole in terracotta.
Offerte e installazioni: Nelle adiacenze del tempio sono stati rinvenuti numerosi bothroi (fosse votive) contenenti resti di sacrifici animali (maialini, pollame, ovini) e offerte vegetali come uva e fichi.
La “Fossetta di Persefone”: Una grande fossa colmata di ossa animali (soprattutto mandibole di pecora) e un’anforetta è stata interpretata come un deposito rituale forse dedicato alla figlia di Démetra, Persefone.
A differenza dei grandi templi A e B, che rimasero in piedi fino al III secolo d.C., il tempio di Démetra ebbe vita breve. Fu distrutto nell’82 a.C., durante i violenti scontri tra i sostenitori di Mario e Silla. Il crollo dell’edificio e l’abbandono delle strutture adiacenti (come la cosiddetta “torretta” di controllo) segnano la fine della fase di espansione edilizia del santuario.




